01-09-2006

MARKET VIEWS

Lo scambio di informazioni: uno strumento per migliorare le performance: il punto di vista del Prof. Andrea Zanoni


In questi ultimi anni si è manifestato un interesse crescente alla disponibilità di informazioni sui dati di mercato finalizzate al miglioramento della definizione dei piani di approvvigionamento e produzione. Lo sviluppo delle tecnologie di elaborazione e trasmissione dell’informazione - facilitando e rendendo meno costose le relative attività - ha incentivato la tensione verso la realizzazione di forme di comunicazione interimpresa evolute.
L’attenzione degli studiosi al fenomeno può essere schematizzata in tre momenti principali:
1. all’origine c’è lo studio di Forrester del 1958 in cui si individua, con un approccio di industrial dynamics, l’amplificazione delle variazioni della domanda sugli inventari delle organizzazioni che stanno a monte;
2. seguono studi prevalentemente di natura sperimentale riconducibili alla scienza delle decisioni in cui si simulano le scelte di riordino e dimensionamento degli inventari per verificarne le conseguenze a livello di filiera;
3. infine Lee e altri nel 1997, sulla base di evidenze manifestatesi nella filiera di Procter and Gamble, forniscono una modellizzazione matematica del fatto supportandola con l’individuazione delle cause che lo determinano.
Si tratta di tre contributi che – partendo da diverse finalità e assunzioni – pervengono ad un’identificazione univoca della dinamica propria di un sistema “multi-echelon” costituito da quattro organizzazioni indipendenti che possono rappresentare una supply chain. Gli elementi che caratterizzano tale dinamica sono l’oscillazione, l’amplificazione e lo sfasamento. In pratica, a fronte di un incremento di domanda imprevisto, le organizzazioni a monte rispondono in modo amplificato e si predispongono a fronteggiarlo con una produzione maggiore. Ciò genera una crescita di scorte indesiderate il cui ridimensionamento deprime l’entità degli ordini e nuovamente ripropone gli effetti in modo ciclico. La sequenzialità temporale delle decisioni ai diversi stadi della filiera e il ritardo con cui avviene la trasmissione delle informazioni genera lo sfasamento tra i picchi degli inventari nei diversi stadi.
Gli effetti distorsivi sono attribuibili a quattro cause primarie:
1. In assenza di visibilità della domanda effettiva, gli attori interpretano l’ordine ricevuto come “segnale” sull’andamento della domanda futura. L’entità dell’ordine riflette così una distorsione, che tende ad amplificarsi risalendo la catena sommando l’effettivo incremento della domanda ma anche la quota di ripristino del livello di sicurezza dell’inventario, contrattosi a seguito dell’evasione dell’aumentata richiesta.
2. Il secondo driver si deve alla modalità di generazione degli ordini ai vari stadi della filiera, che risulta condizionata da criteri di convenienza locale; ad esempio, gli attori perseguono economie nell’emissione degli ordini accorpando i fabbisogni e limitando il numero di ordini, oppure accodandosi ai ritmi imposti dai sistemi MRP. Questo comportamento però introduce un’irregolarità – fatta di un’alternanza fra picchi e assenze dell’ordine – sconosciuta alla domanda reale, che ne induce la distorsione.
3. In terzo luogo, il comportamento di acquisto dei vari attori non è imperniato sulla dinamica sulla sola domanda finale. Azioni promozionali spingono grossisti e rivenditori ad anticipare gli acquisti rispetto alla domanda effettiva, introducendo un ulteriore effetto distorcente.
4. Infine, possono manifestarsi comportamenti di “gaming”: è possibile che l’acquirente sospetti uno squilibrio fra domanda e offerta e, nella convinzione che solo una quota parte della sua richiesta possa venir evasa, tenderà a sovrastimarla; la somma di questi comportamenti opportunistici induce distorsioni nella determinazione dell’entità della domanda reale da parte del produttore.
L’allungamento delle filiere avvenuto in questi ultimi anni ha accentuato la criticità del fenomeno descritto facendo sì che il possesso di informazioni attendibili e tempestive sugli andamenti delle vendite e sui flussi dei materiali dei diversi attori della supply chain diventasse un fattore di successo.
L’adozione di strumenti e modalità per scambi informativi evoluti ha poi altre ricadute potenziali e significative sull’organizzazione e la gestione dei rapporti tra clienti e fornitori in quanto potrebbe permettere il monitoraggio in tempo reale della prestazione del fornitore e delle dinamiche della domanda dell’acquirente favorendo la progressione verso forme contrattuali più efficienti. In un’ipotesi ancora più avanzata potrebbe favorire l’individuazione di metriche innovative di valutazione delle prestazioni delle imprese e della filiera consentendo nuovi modi di riparto del valore creato ai diversi stadi.





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