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Gerresheimer Pisa verso l'integrazione della supply chain con MaNeM

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La società leader nella produzione di vetro borosilicato destinato ai settori farmaceutico e cosmetico, ha adottato la soluzione on demand di Joinet per interagire con gli interlocutori della filiera e i clienti finali, ottimizzando così i flussi informativi, le procedure gestionali e allineando gli standard qualitativi.

                                                                                               M.Schinella, Sales Director, Gerresheimer Pisa



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Gerresheimer Pisa fa parte del gruppo tedesco Gerrescheimer che, con un giro d’affari di 560 milioni di euro nel 2005, è leader mondiale nella produzione di pack di vetro per i settori farmaceutico e cosmetico. Il gruppo, che impiega più di 5.000 persone, è presente a livello internazionale negli Stati Uniti, in Messico e in Europa, con un totale di 17 società, cinque delle quali producono fiale e flaconi da tubo per uso farmaceutico, mentre le restanti sono focalizzate sulla produzione di flaconi da stampo per uso farmaceutico e cosmetico.
Nel 2004 Gerrescheimer group è stato acquisito da Black Stone, un fondo d’investimento finanziario americano. 
Gerresheimer, con sede a Pisa e 126 impiegati, ha registrato nel 2005 un fatturato di quasi 30 milioni di Euro. La società si dedica alla produzione di tubo di vetro borosilicato (per ampolle, siringhe, ecc.). Il mercato di riferimento rappresenta una nicchia molto specifica all’interno del comparto “vetro”, tanto che al mondo esistono soltanto due grandi competitors di Gerresheimer, uno in Europa e uno in Giappone.
La supply chain di riferimento per Gerresheimer coinvolge i produttori di fiale e flaconi e, in ultimo step, le aziende farmaceutiche. “Un costo non indifferente per tutta la catena è rappresentato dai tempi di giacenza in magazzino dei prodotti che, considerando l’intera filiera, ammontano a circa 225 giorni”, esordisce Michele Schinella, Sales Director di Gerresheimer Pisa. Tali giacenze, che comportano evidenti costi di gestione, sono dovute fondamentalmente a un inadeguato scambio di informazioni fra gli attori stessi della filiera. Partendo da queste premesse, la società ha deciso di avviare un processo di integrazione informatica da promuovere verso la catena di riferimento. “Quello che intendevamo individuare era uno strumento che ci permettesse di generare un’ampia trasparenza informativa tra i protagonisti del nostro business” spiega Schinella.


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